Come organizzare un hackathon universitario.

Per organizzare un hackathon universitario parti da un problema vero, portato da un'azienda partner, da un ente o dal docente. Poi scegli il formato sul calendario accademico, lontano dalle sessioni d'esame: dentro un corso, in un weekend o come business game di alcune settimane. Prepara l'evento per chi è al primo hackathon e scrivi prima cosa riceve ogni studente. Su MARA gli studenti non pagano mai e chi consegna riceve un certificato verificabile con il portfolio del lavoro fatto.

Questa guida guarda l'evento dal lato dell'ateneo: career service, uffici placement, docenti. Obiettivo, brief, regole e giuria sono nella guida passo passo.

Perché organizzare un hackathon in università?

Ognuna delle tre parti coinvolte ci guadagna qualcosa di diverso.

  • Gli studenti lavorano su un problema reale, con una scadenza e con altre persone, e alla fine hanno un lavoro da mostrare. Chi assume guarda alle competenze dimostrate. Negli Stati Uniti il 70% delle aziende del sondaggio Job Outlook 2026 della NACE (183 aziende, dati di agosto-settembre 2025) usa la selezione basata sulle competenze, contro il 65% dell'anno prima. Sono dati USA: prendili come un'indicazione.
  • Le aziende partner vedono come lavorano gli studenti su un loro problema prima di proporre un colloquio o uno stage.
  • L'ateneo porta le aziende dentro i corsi con un progetto concreto, che il career service può ripetere ogni semestre.

Scegli come obiettivo principale il vantaggio di una sola delle tre parti: da lì dipendono premio, criteri e metriche. Come misurare il risultato lo spiega la guida dopo l'hackathon.

Che formato scegliere?

Formato Durata Quando funziona Cosa serve
Dentro un corso Alcune settimane, durante le lezioni Il docente vuole un caso reale come progetto del corso Un referente, in azienda o il docente, che risponde alle domande
Weekend in presenza Uno o due giorni Vuoi riunire più corsi, con l'azienda in sala Spazio, connessione, cibo, mentor a turni
Business game Alcune settimane, a tappe Vuoi vedere come i team decidono nel tempo, anche su temi non tecnici Un caso con dati e una consegna per tappa

H-ACK "Robots in Action" di H-FARM, per esempio, è durato 24 ore. Per il formato a tappe c'è la pagina sul business game. Dentro un corso la consegna può contare per l'esame, se il corso lo prevede: scrivilo nel programma prima di iniziare.

Cos'è una challenge di ricerca?

È una variante per dipartimenti e corsi. Più team lavorano sullo stesso problema, con gli stessi dati e la stessa misura del risultato, fissata prima. Ogni team consegna cosa ha provato, i risultati e i limiti, compresi i tentativi che non hanno funzionato. La giuria confronta i metodi, non le presentazioni. Così ogni consegna dice qualcosa sul problema, anche quando nessun progetto "vince".

Cosa scrivere nel brief:

  1. Il problema, in una domanda.
  2. I dati, uguali per tutti, con le regole d'uso; se contengono dati personali, verifica con il DPO dell'ateneo.
  3. La misura, per esempio l'errore di una previsione su dati tenuti da parte.
  4. La consegna: metodo, risultati, limiti e i passi per ripetere il lavoro.
  5. I criteri: rigore del metodo, chiarezza sui limiti, possibilità di ripetere il lavoro.

Su MARA puoi tenerla chiusa: riservata agli studenti dell'ateneo, che entrano con l'email universitaria, o a chi riceve il link privato.

Come si coinvolge un'azienda partner?

  1. Cerca un problema, prima di uno sponsor. Serve una persona in azienda che vive il problema e risponde ai team. È il referente della challenge: senza di lui i team non hanno a chi chiedere.
  2. Scrivi il brief con l'azienda. Una domanda precisa, vincoli, materiali, consegna. Tre brief completi sono negli esempi di brief.
  3. Decidi con l'azienda cosa dà e cosa riceve. Dà problema, materiali, persone in giuria e premio. Riceve il contatto con gli studenti e il loro lavoro. A un partner che esita puoi offrire un posto in giuria, il logo o una categoria di premio.
  4. Metti in calendario il tempo delle persone. Le ore di ogni giudice sono consegne × minuti a consegna ÷ 60. Esempio con valori da sostituire: 30 consegne × 8 minuti = 4 ore a giudice. Il calcolo completo è nella guida alla giuria. Il referente dell'azienda deve avere ore libere anche per le domande.
  5. Scrivi l'accordo. Copia lo schema e compilalo con l'azienda.
Accordo con l'azienda partner
Obiettivo dell'hackathon:  [una frase]
Problema (una domanda):    [...]
Referente in azienda:      [nome, ruolo], ore per le domande: [n]
Materiali per i team:      [dati anonimizzati, documenti, accessi]
Consegna:                  [formato e limiti]
Giuria:                    [n persone dell'azienda] + [n docenti]
Criteri e pesi:            [3-5 criteri, fissati prima di pubblicare]
Uso dell'AI:               [vietata / ammessa dichiarandola / libera]
Premio:                    [colloquio / stage / giornata in azienda]
Lavoro consegnato:         [a chi va; detto agli studenti prima dell'iscrizione]
Dati degli studenti:       [chi li tratta; verifica con il DPO dell'ateneo]
Date:                      [apertura, consegna, premiazione], fuori dalle sessioni d'esame

Se il premio è uno stage, di solito serve una convenzione di tirocinio tra azienda e ateneo: verificalo con l'ufficio stage. Un premio in denaro può rientrare nella disciplina dei concorsi a premio (DPR 430/2001): verifica con un consulente.

Quando farlo, tra lezioni e sessioni d'esame?

In molti atenei italiani gli esami si concentrano tra gennaio e febbraio, tra giugno e luglio e a settembre, e ad agosto si ferma quasi tutto. Le finestre più comode sono quindi da metà ottobre a fine novembre e da metà marzo a metà maggio. Controlla comunque il calendario accademico del tuo corso.

Conta all'indietro dalla data dell'evento e lascia qualche settimana per la promozione: il piano di esempio in come promuovere un hackathon parte 6 settimane prima. Promuovi dove gli studenti ci sono già: lezioni, career service, associazioni studentesche, gruppi dei corsi.

Come si prepara chi è al primo hackathon?

Accogliere chi è nuovo è la parte più difficile: c'è la sindrome dell'impostore e ci si perde nella scelta del progetto. Cosa fare in un ateneo:

  • Una sessione prima dell'evento: presenta brief, regole, criteri e strumenti.
  • Una domanda nel modulo di iscrizione: è il tuo primo hackathon? Così sai dove mandare i mentor.
  • Esperti in sala: negli hackathon a tema porta esperti del dominio con un progetto pronto, così chi non conosce il tema ha un punto di partenza.
  • Un nome che non allontana: valuta un nome diverso da "hackathon", perché questa parola tiene lontano chi non la conosce. "Challenge" funziona anche nei corsi non tecnici.
  • Risposte rapide: agli studenti servono documentazione, esempi e risposte veloci. Su MARA ogni challenge ha annunci e uno spazio di domande e risposte visibile a tutti i partecipanti.
  • Orari chiari: un'ora di fine precisa e niente notti in bianco.

Decidi anche cosa fa chi si iscrive da solo. MARA non abbina le persone: come si formano i team lo stabiliscono le regole della challenge, decise da chi organizza. Se le regole prevedono team, all'apertura dai a chi è da solo un momento per trovarne uno.

Crediti e riconoscimento: cosa ricevono gli studenti?

  • CFU: solo se il corso o l'ateneo lo prevede. Lo decide l'università con le sue regole; MARA non assegna crediti.
  • Certificato verificabile: MARA lo rilascia a ogni persona che consegna, anche a chi non vince, con il nome della challenge e dell'organizzatore. Ha un link di verifica che chiunque può aprire e si aggiunge a LinkedIn, senza wallet e senza costi (come funzionano i certificati).
  • Portfolio: per ogni challenge contiene il brief, il ruolo nel team, il lavoro consegnato e il certificato.
  • Riscontro: chi organizza può mandare un riscontro individuale a chi ha consegnato. Mettilo nell'accordo con l'azienda.
  • Lavoro consegnato: la proprietà la fissano le regole della challenge, che gli studenti vedono prima di iscriversi. Mettila nell'accordo con l'azienda e comunicala prima delle iscrizioni. Gli studenti tengono comunque certificato e portfolio.

Agli studenti puoi girare la guida hackathon e challenge nel CV.

Come funziona MARA per un'università?

MARA è un software con AI per creare e gestire challenge pratiche: challenge di selezione, hackathon e business game.

  1. Costi. Le condizioni per l'università, anche per le challenge con le aziende partner, si concordano con il team: scrivi a info@marachallenge.com o parla con il team. Gli studenti non pagano mai. Un'azienda che organizza per conto suo paga i prezzi pubblici: bozze gratis, poi da 67 € al mese, IVA esclusa.
  2. Chi scrive la challenge. L'ateneo o un docente può scrivere e pubblicare challenge per i propri corsi, anche senza un'azienda partner. Puoi anche scrivere la challenge per un'azienda partner: va online dopo la sua approvazione.
  3. Codice dell'università. Se lavori con aziende partner, l'università dà un codice a ognuna. Con quel codice l'azienda pubblica challenge per i tuoi studenti, che entrano con l'email universitaria.
  4. Builder. Descrivi il problema: MARA AI fa qualche domanda, propone due direzioni e scrive storia, brief, regole, criteri, consegne e calendario. Modifichi tutto. Niente va online finché non approvi.
  5. Durante. Workspace, consegne in un unico posto, annunci, domande e risposte per ogni challenge, visibili a tutti i partecipanti. Si partecipa da soli o in team, come stabiliscono le regole.
  6. Dopo. I giudici entrano nel workspace, vedono le consegne e aggiornano gli stati nella lista dei partecipanti. Gli esiti arrivano con un annuncio, con lo stato aggiornato e con un'email. Puoi esportare tutto in Excel o ZIP, e chi ha consegnato riceve certificato e portfolio.

MARA sta costruendo una community di studenti, in crescita con le università partner. Puoi pubblicare la challenge per la community di studenti MARA oppure tenerla chiusa: riservata agli studenti di un ateneo, che entrano con l'email universitaria, o a chi riceve il link privato. MARA non dà punteggi e non fa classifiche: valutano docenti e persone dell'azienda, dentro MARA, sui criteri fissati prima. Il resto è nella pagina per le università.

Un esempio: H-ACK di H-FARM

H-ACK "Robots in Action" di H-FARM, hackathon di 24 ore dell'11 e 12 aprile 2026, si è svolto interamente su MARA: 157 partecipanti, 30 team, 6 giudici. I numeri vengono dall'articolo di H-FARM College su MARA (2026). L'ospite era lo YouTuber Jakidale. I partecipanti hanno collaborato, organizzato il lavoro e consegnato i progetti finali dentro la piattaforma. Il caso mostra che un evento di quella scala si gestisce con un solo strumento, ma non dice come andrà il tuo. Leggi il caso H-ACK o torna alla home.

Leggi il caso H-ACK

  • 157partecipanti
  • 30team
  • 6giudici

Domande frequenti.

01Gli studenti pagano per partecipare a un hackathon su MARA?

No, mai. Se la challenge è riservata alla loro università, entrano con l'email universitaria. Altrimenti entrano con il link privato che ricevono o, se la challenge è pubblica, dalla community di studenti MARA.

02Un hackathon universitario vale crediti formativi?

Solo se il corso o l'ateneo lo prevede: lo decide l'università con le sue regole, non MARA. In ogni caso ogni studente che consegna riceve un certificato verificabile e un portfolio con il lavoro fatto.

03Può partecipare chi non ha mai fatto un hackathon?

Sì, se prepari l'evento per loro: una sessione di presentazione prima dell'inizio, una consegna adatta al corso, mentor raggiungibili e risposte rapide alle domande.

04Di chi sono i progetti degli studenti?

La proprietà del lavoro la fissano le regole della challenge, che gli studenti vedono prima di iscriversi. Scrivila prima delle iscrizioni e verifica le regole dell'ateneo sugli elaborati. Gli studenti che consegnano tengono comunque certificato e portfolio.

05Serve un'azienda partner?

No: l'ateneo o un docente può scrivere la challenge da sé e tenerla chiusa per i suoi studenti (email universitaria) o aprirla con un link privato. Con un'azienda partner può anche scriverla per lei, e va online dopo la sua approvazione.

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